E. G., anni 28, professione show girl (!); F. B., anni 57, professione imprenditore, team manager e chissà cos’altro: fra loro l’amore più puro, sincero e disinteressato.
Li accomunano interessi, esperienze, il progetto di una lunga vita insieme.
E se lui fosse stato un metalmeccanico che lavorava alla Renault invece di esserne il direttore sportivo, siamo sicuri che lei l’avrebbe trovato così affascinante?
È dalla notte dei tempi che il ruolo della donna è stato principalmente quello di occuparsi della prole e della maggior parte delle questioni domestiche, a causa delle lunghe e continue cure che l’allevamento dei cuccioli d’uomo richiedeva, mentre l’uomo aveva il ruolo di procurare quanto serviva per vivere con la caccia e di edificare le abitazioni .
Lo stratagemma della natura chiamato amore serviva come collante per tenere unita la coppia e difendere l’uomo dalle eventualità che nella sua assenza qualcun altro attribuisse il suo patrimonio genetico alla prole e la donna dal rischio che l’uomo rinunciasse a lavorare per procurare ciò che serviva per il suo sostentamento o lo facesse per qualcun’altra.
Sono passati migliaia di anni, ma al fondo dell’attrazione fra uomo e donna non è cambiato molto: le caratteristiche del maschio che in varie forme colpiscono le donne sono tutte quelle che definiscono un qualche privilegio nella scala sociale che le garantisca la sicurezza dei mezzi di sostentamento: l’agiatezza economica, il potere politico o sociale, alcuni talenti (sportivi, artistici, musicali ecc).
Solo in alcune società e negli ultimi anni, con il progredire della indipendenza delle donne e della aumentata complessità dei ruoli sociali, le donne hanno inserito tra le caratteristiche ricercate in un uomo l’aspetto fisico, la giovinezza e un carattere amabile e leale, talvolta anche a scapito di potere e posizione economica .
Allora , cari E. e F., auguri, tantissimi auguri! Dalla preistoria a voi non è passato poi così tanto tempo…
Ragazzi. Essere ragazzi al giorno d’oggi non è facile. Tutti si aspettano qualcosa da noi e nessuno si aspetta niente. I “grandi” con le loro regole, i loro divieti, il loro falso rispetto per un mondo che non si avvicina minimamente al nostro, con i loro ” non puoi” e “te lo proibisco”. Ma chi siamo noi? Non abbiamo abbastanza coscienza della vita per avere una conversazione alla pari con voi? Pensate che siamo troppo stupidi? Volete controllarci fino a renderci la vita un inferno? Cosa vogliono questi adulti che non fanno altro che chiedere senza dare mai risposte che sazino i nostri dubbi. Come voi siamo persone. Persone che cercano il loro posto nel mondo. Persone che hanno problemi e provano di gestirli al meglio, anche se non sempre ci riescono. Persone che si sentono “sbagliate” per una società che non comprendono. Non abbiamo dunque tutti ossa, carne e pelle? Non viviamo nello stesso pianeta? Non distruggiamo tutti le nostre vite allo stesso modo? Allora chiedo a voi, che dite di sapere sempre cosa è meglio, perché siete così sfiduciosi nei nostri confronti? Quale abominevole crimine abbiamo commesso per essere considerati “solo dei ragazzi”? Noi che speravamo in un mondo migliore, pieno di pace e tolleranza. Ma quale esistenza possiamo ottenere se non riusciamo nemmeno ad accettarci, a comprenderci, ad amarci fra noi simili? Io chiedo a tutti gli adulti di questo mondo:”cosa volete da me e chi come me è solo una piccola goccia in un oceano di lacrime?

